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FESTIVAL INTERNAZIONALE DI CINEMA DAL 1980
12 NOVEMBRE - 21 NOVEMBRE 2021
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EVERYTHING BURNS_TRACES di Motus

La pandemia e il disastro climatico segnano la fine di un’epoca e Le Troiane, tragedia di Euripide che ha ispirato lo spettacolo teatrale Tutto Brucia, inizia con una fine. Un paesaggio oscuro che ci parla delle rovine in cui siamo immersi, una sfida lanciata nel buio di ieri e di oggi, ritrovarsi intorno al pianto per smettere di piangere.Italia, 2021.

IL BATTELLO EBBRO di Tonino De Barnardi

La campagna piemontese e quella dell’India, familiari, amici, viandanti. Nouria Schoenberg e Isabel Ruth, scendere in piazza e girovagare tra un matrimonio e le stanze di casa. Il cinema passato e presente si ritrovano sul battello/mondo di Tonino De Bernardi.

IO E FRANCO di Franco Maresco

Al Cinema Lubitsch di Palermo, nel 2000, Franco Scaldati sublime poeta e drammaturgo, legge alcuni brani dalle sue opere Lucio e Libro notturno.

PAS DE PORTE di Lech Kowalski

Il giorno della riapertura di Ciné 104 a Pantin, Kowalski  sulla porta attende il pubblico che parla della necessità della visione in sala, “il luogo in cui ci si ritrova e in cui il corpo, lontano dallo spazio quotidiano, può farsi trasportare altrove”.
Il cortometraggio è un “frammento” di un progetto più ampio, ancora in fase di lavorazione, la cui scommessa è quella di un cinema capace di relazionarsi con la fluidità e i mutamenti del nostro tempo.

PROLOGO di Béla Tarr

Béla Tarr firma l’episodio ungherese di un’opera mosaico di venticinque registi in rappresentanza di altrettanti paesi dell’Unione Europea per celebrarne il recente allargamento. Una piccola folla di poveri, muta, attende paziente il proprio turno.

RECOVERY FOUND di Fabrizio Ferraro

Un uomo si aggira in una villa d’epoca, ci sono due ragazzi in un locale notturno, un moribondo su un letto cigolante, mentre sulle rive del mare gli indesiderati attendono di poter entrare. 

 

SECONDO ME di Marianna Schivardi

Milano, marzo 2020, una tavolata di bambini discute della pandemia e del lockdown. Il ristorante è deserto, ma loro sembrano non curarsene. Nasce così l’idea di un luogo ideale, fatto solo da loro, dove gli adulti sono segregati ai confini del mondo nell’attesa che le cose si risolvano.

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