EN
FESTIVAL INTERNAZIONALE DI CINEMA DAL 1980
1 DICEMBRE - 10 DICEMBRE 2017
ALBERTO GRIFI
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2017 2016

Prospettiva Grifi

Prospettiva Grifi

PROSPETTIVA GRIFI

Vincenzo, l'elettricista del film lascia il suo posto e invade il campo. Vuole raggiungere Anna e dichiararle il suo amore, e in quel gesto, che la videocamera non manca di riprendere, mette radicalmente in discussione le regole del cinema. Il rapporto tra realtà e rappresentazione non sarà più lo stesso: finito nel 1972, Anna è un film spartiacque. Se ne accorgono subito i critici più attenti e il film viene invitato al Forum di Berlino e poi alla Mostra di Venezia. Ma nonostante ne abbia tutti i segni distintivi, ad Anna non viene mai riconosciuto lo statuto di “classico”. Quando Roberto Silvestri nel 1993 dedica ad Alberto Grifi la retrospettiva di Bellaria, per molti giovani autori, critici e cinefili si tratta di una vera e propria scoperta. Lo stesso accade sulla scena internazionale nel 2011 quando Anna restaurato dalla Cineteca Nazionale viene proiettato prima a Venezia e poi a Rotterdam (e a Filmmaker, nella sua edizione più “emergenziale”).  Sempre lo stesso e sempre nuovo, il cinema di Grifi non perde la sua capacità di stupire e di fornire esempi e ragioni per fare e interrogare il cinema. Oggi, con questa e altre retrospettive, con il libro di Annamaria Licciardello che lo accompagna e con quello complementare di Stefania Rossi, alcuni punti fermi sono fissati. Il cinema disubbidiente di Alberto Grifi può continuare a correre e a seminare vocazioni a vedere e a fare cinema.

Luca Mosso

 

 

PROSPETTIVA GRIFI - SPAZIO OBERDAN

Sabato 2 dicembre

15:00 - PROSPETTIVA GRIFI

Verifica incerta. Disperse Exclamatory Phase, 1964-65, 16/35mm cinemascope, colore, sonoro, 35’, coregia: Gianfranco Baruchello. La distruzione e il rimontaggio dissacrante di 150 mila metri di pellicola, cioè di 47 film di consumo degli anni Cinquanta e Sessanta (per lo più cinemascope commerciale americano), acquistati come rifiuti destinati al macero. Uno dei primi esempi di found-footage in Italia gioca sulla provocazione delle abitudini spettatoriali e sulla rottura del piano discorsivo. La dedica a Marcel Duchamp presente nel film rivela la matrice dadaista che ne è alla base.

Transfert per kamera verso Virulentia, 1966-67, 35mm, colore, sonoro, 22’, con Lou Castel, Ldjia Jurakic, Ermanno Agatti, Aldo Braibanti, Cale Cogik, Sergio Doria, Anita Masini, Gianni Proiettis, Isabel Ruth, Gioacchino Saitto, Dominot Schreiber, Massimo Sarchielli, Patrizia Vicinelli, produzione: Corona Cinematografica.Virulentia era prima di tutto un luogo di sperimentazione teatrale e insieme una proposta di uscita dal teatro scritto e diretto da Aldo Braibanti. La macchina da presa si è avvicinata a questo rito collettivo psicodrammatico nel tentativo di “reinventare” la storia dello sguardo, l’evoluzione biologica dell’occhio.

Orgonauti, evviva!, 1968-70, 35mm, colore, sonoro, 20’, musica: Alvin Curran, organizzazione: Aldo Raparelli, interpreti: Aya Alkin, Paolo Brunatto, Poupée Brunatto, Sandra Cardini, Giordano Falzoni, Alberto Hammerman, Alfredo Leonardi, SilvanaLeonardi, Saro Liotta, Sophie Marland, Gioacchino Saitto, produzione: Corona cinematografica. In un futuro lontano un'astronave abitata da un gruppo di giovani discendenti da una minoranza “sovversiva” scampata alla distruzione della Terra, recupera una capsula in cui si è conservato il corpo ibernato di un guerrafondaio reazionario, che dopo aver causato guerra e morte, ha abbandonato la Terra ormai invivibile. La sperimentazione visiva iniziata in Transfert prosegue in questo lavoro che intreccia le visioni psichedeliche alla teoria orgonica di Reich.

Domenica 3 dicembre

15:00 - PROSPETTIVA GRIFI

Il grande freddo, 1971, 35mm, colore, sonoro, 30’, con: Giordano Falzoni; produzione: Corona Cinematografica.Un film sulla pittura e la sua negazione. Giordano alle prese con la Bella Addormentata. È una sfida. Riuscirà l'arte, libera dai musei e dalle accademie, a restituire alla bambina stuprata e abbandonata sulla neve il desiderio di vivere?

Michele alla ricerca della felicità, 1978, 16mm, colore, sonoro, 23’, sceneggiatura: Guido Blumir, A. Grifi; fotografia e montaggio: A. Grifi, interpreti: Michele, Raffaele, Pino, Pinone, Paolo, Bruno, il Bonzo, produzione: RAI. Michele, un prigioniero politico, viene trasferito in una cella con Raffaele, un comune. Quando arriva Giulio un tossicodipendente in crisi di astinenza, Michele richiede insistentemente l’intervento di un dottore. In risposta, l’indomani viene prelevato da alcuni secondini e picchiato selvaggiamente. I committenti della Rai si aspettavano un film sulla delinquenza giovanile e si trovarono davanti un lavoro sulla violenza carceraria. Il film venne censurato.

Dinni e la normalina ovvero la videopoliziapsichiatrica contro i sedicenti gruppi di follia militante, 1978, 16mm, b/n e colore, sonoro, 27’, sceneggiatura: Guido Blumir, A. Grifi;  fotografia e montaggio: A. Grifi; interpreti: Dinni, Giordano Falzoni; produzione: RAI. Racconto fantapolitico dove lo stato rende i cittadini dei lavoratori modello attraverso una droga, la normalina, ma con esiti inaspettati... Tra sogno e realtà nell’Italia del ‘78.Censurato dalla Rai.

Venerdì 8 dicembre

15:00 - PROSPETTIVA GRIFI

Anna, 1972-75, video (Akai ¼ pollice) trasferito in 16mm, b/n, sonoro, 225’regia: Alberto Grifi e Massimo Sarchielli; sceneggiatura: Massimo Sarchielli e Roland Knauss; fotografia: Alberto Grifi assistito da Mario Gianni e Raoul Calabrò; al VTR e al suono: Raoul Calabrò e Angelo Maria Ponchia; interpreti: Anna, MassimoSarchielli, Vincenzo Mazza, Stefano Cattarossi, Louis Waldon; produzione: Alberto Grifi e Massimo Sarchielli Il film ha come protagonista Anna, una ragazza sedicenne drogata e incinta, incontrata da Massimo Sarchielli a Piazza Navona. Costruito inizialmente sulla base di fatti e di esperienze vissuti dai suoi protagonisti, ben presto la sceneggiatura viene abbandonata per una totale immersione nel flusso degli eventi. Questo cambiamento è legato alla sostituzione della macchina da presa e della pellicola con il videotape, da poco giunto sul mercato italiano. Delle undici ore così registrate viene realizzata una versione montata, trascritta su pellicola 16mm con un vidigrafo, artigianalmente prodotto da Alberto Grifi, e presentata per la prima volta al Festival di Berlino nel 1975.

Sabato 9 dicembre

15:00 - PROSPETTIVA GRIFI

Addo’ sta Rossellini, 1996, H8 trasferito su Betacam, colore, sonoro, 97’, coregia Michele Schiavino, produzione: Lab.2029 –Cinememorie, 1997. Guidati da Alfonsino, lo scugnizzo del terzo episodio di Paisà, Grifi e Schiavino vanno sulle tracce di Rossellini in costiera amalfitana, nei luoghi e tra la gente che ha partecipato ad alcuni dei capolavori del regista.

Domenica 10 dicembre

14:30 - PROSPETTIVA GRIFI

In viaggio con Patrizia, 1966-97, 16mm (rilavorato) b/n e col., video H8, colore, sonoro, montaggio: Antonio Fatini, Maria Paola Fadda, 30’. Versione postuma a cura dell’Associazione culturale Alberto Grifi, 2007, 50’. Un viaggio attraverso la memoria per ritrovare il corpo e la voce di Patrizia Vicinelli.

A proposito degli effetti speciali, 2001, dv, colore, sonoro, 20’ con Alessandra Vanzi; produzione: A. Grifi e Alessandra Vanzi Film sul tema dell’eredità lasciata al cinema underground dalle avanguardie storiche; con Alessandra Vanzi (La Gaia Scienza) nel ruolo di Miss Ontophilogenesis, Grifi e Man Ray (girato nel suo studio parigino con Gianfranco Baruchello) riflessi in uno specchio deformante. Presentato per la prima volta nel 2001 alla Mostra internazionale del cinema di Venezia, adesso disponibile in un montaggio rimasto inedito fino ad ora, ma recuperato grazie a Alessandra Vanzi dall’Associazione culturale Alberto Grifi.

L'occhio è per così dire l'evoluzione biologia di unalacrima&Autoritratto Auschwitz, 1965-67-2007, 35mm, hi8, dv b/n e colore, 34’31’’, montaggio: Ivan e Lorenzo Grifi, Massimo Zomparelli, letture: Alessandra Vanzi; intervista a Piero Terracina di Benedetta Caldarulo. Scarti di moviola di Il deserto rosso in cui Monica Vitti cerca di piangere, Antonioni e Grifi che si incontrano in un giardino molti anni dopo, un film girato nel campo di concentramento di Auschwitz con la testimonianza di un deportato sopravvissuto, la Palestina di oggi, il carcere nelle parole dello stesso Grifi lette da Alessandra Vanzi e una denuncia anonima del 1969 sulle violenze carcerarie. Questi gli elementi che tratteggiano questo film-saggio, l’ultima operazione cinematografica di Alberto Grifi.

 

 

PROSPETTIVA GRIFI - TUTTI I FILM

Verifica incerta. Disperse Exclamatory Phase, 1964-65, 16/35mm cinemascope, colore, sonoro, 35’, coregia: Gianfranco Baruchello. La distruzione e il rimontaggio dissacrante di 150 mila metri di pellicola, cioè di 47 film di consumo degli anni Cinquanta e Sessanta (per lo più cinemascope commerciale americano), acquistati come rifiuti destinati al macero. Uno dei primi esempi di found-footage in Italia gioca sulla provocazione delle abitudini spettatoriali e sulla rottura del piano discorsivo. La dedica a Marcel Duchamp presente nel film rivela la matrice dadaista che ne è alla base.

Transfert per kamera verso Virulentia, 1966-67, 35mm, colore, sonoro, 22’, con Lou Castel, Ldjia Jurakic, Ermanno Agatti, Aldo Braibanti, Cale Cogik, Sergio Doria, Anita Masini, Gianni Proiettis, Isabel Ruth, Gioacchino Saitto, Dominot Schreiber, Massimo Sarchielli, Patrizia Vicinelli, produzione: Corona Cinematografica.Virulentia era prima di tutto un luogo di sperimentazione teatrale e insieme una proposta di uscita dal teatro scritto e diretto da Aldo Braibanti. La macchina da presa si è avvicinata a questo rito collettivo psicodrammatico nel tentativo di “reinventare” la storia dello sguardo, l’evoluzione biologica dell’occhio.

No stop grammatica, 1967, 16mm, b/n, sonoro, 90’. Un happening di 12 ore con performance, musica, letture e proiezioni presso la libreria Feltrinelli di via del Babuino a Roma per l’uscita della rivista Grammatica è l’occasione per riunire molti artisti della scena romana di quegli anni.

Orgonauti, evviva!, 1968-70, 35mm, colore, sonoro, 20’, musica: Alvin Curran, organizzazione: Aldo Raparelli, interpreti: Aya Alkin, Paolo Brunatto, Poupée Brunatto, Sandra Cardini, Giordano Falzoni, Alberto Hammerman, Alfredo Leonardi, SilvanaLeonardi, Saro Liotta, Sophie Marland, Gioacchino Saitto, produzione: Corona cinematografica. In un futuro lontano un'astronave abitata da un gruppo di giovani discendenti da una minoranza “sovversiva” scampata alla distruzione della Terra, recupera una capsula in cui si è conservato il corpo ibernato di un guerrafondaio reazionario, che dopo aver causato guerra e morte, ha abbandonato la Terra ormai invivibile. La sperimentazione visiva iniziata in Transfert prosegue in questo lavoro che intreccia le visioni psichedeliche alla teoria orgonica di Reich.

Non soffiare nel narghilè, 1967-70, 16mm, b/n e colore, sonoro, 30’ ca. Il film riunisce due lavori uno del 1967 A Saro crescono i capelliper amore, divertissement reichiano sulla potenza del desiderio sessuale, girato per consolare l’amico Saro Liotta in procinto di partire per il servizio militare; l’altro girato durante una permanenza presso la comune di Terrasini.

Il grande freddo, 1971, 35mm, colore, sonoro, 30’, con: Giordano Falzoni; produzione: Corona Cinematografica.Un film sulla pittura e la sua negazione. Giordano alle prese con la Bella Addormentata. È una sfida. Riuscirà l'arte, libera dai musei e dalle accademie, a restituire alla bambina stuprata e abbandonata sulla neve il desiderio di vivere?

Vigilando reprimere, 1972, 16mm, colore, sonoro, 26’, dialoghi: Annabella Miscuglio, Alberto Grifi, interpreti: Silvana Poggioli, Massimo Sarchielli; produzione: Corona Cinematografica. In una terra e in un tempo di repressione e controllo, un uomo con una barba enorme è inseguito da un altro coperto da un mantello. Lo scontro sarà inevitabile.

Anna, 1972-75, video (Akai ¼ pollice) trasferito in 16mm, b/n, sonoro, 225’regia: Alberto Grifi e Massimo Sarchielli; sceneggiatura: Massimo Sarchielli e Roland Knauss; fotografia: Alberto Grifi assistito da Mario Gianni e Raoul Calabrò; al VTR e al suono: Raoul Calabrò e Angelo Maria Ponchia; interpreti: Anna, MassimoSarchielli, Vincenzo Mazza, Stefano Cattarossi, Louis Waldon; produzione: Alberto Grifi e Massimo Sarchielli Il film ha come protagonista Anna, una ragazza sedicenne drogata e incinta, incontrata da Massimo Sarchielli a Piazza Navona. Costruito inizialmente sulla base di fatti e di esperienze vissuti dai suoi protagonisti, ben presto la sceneggiatura viene abbandonata per una totale immersione nel flusso degli eventi. Questo cambiamento è legato alla sostituzione della macchina da presa e della pellicola con il videotape, da poco giunto sul mercato italiano. Delle undici ore così registrate viene realizzata una versione montata, trascritta su pellicola 16mm con un vidigrafo, artigianalmente prodotto da Alberto Grifi, e presentata per la prima volta al Festival di Berlino nel 1975.

Il festival del proletariato giovanile al Parco Lambro, 1976, 16mm e video ½ pollice, b/n e colore, sonoro, durata 25h54’35’’(video) e 180’ (pellicola) Realizzato in collaborazione con: Flavio Vida, Luciana Meazza, Enza Jannuni, Carla Tiziana, Alberto Romero, Flavia Geronazzo, Fabio Leonardis, Annamaria D'Anna, Alberto Giunti, Sandro Vannucci, Vito Zagarrio, Giorgio Patrono, Elisabetta Cassio, Renzo Costantini, Klaus Rath, Angelo Marzullo, Pezzella Dimitrios Makris, Luciano Colombo. Versione montata con inserti dal documentario Le macchine di Grifi di Alessandro Barbadoro e Giulia Cerulli,1995, 58’. Realizzato durante l’ultimo Festival del proletariato giovanile, organizzato dalla rivista della controcultura italiana Re nudo, ne documenta la contestazione da parte di qualche migliaio di giovani.

L’occupazione degli autoriduttori del convegno sulla follia, coregia di Franco Barbero, Claudio Caligari, ½ pollice, b/n, sonoro, 2h 18’23’’. Un gruppo di autoriduttori occupa la sala del convegno organizzato da Armando Verdiglione sul tema “La follia”. Gli psicanalisti intervenuti sono chiamati a confrontarsi con le istanze dei contestatori.

[Festa del COM nella casa occupata di via Morigi a Milano], autunno 1976, coregia di  Franco Barbero, Claudio Caligari,  ½ pollice, b/n, sonoro, 20'. Intervista a un gruppo di militanti dei Collettivi Omosessuali Milanesi durante una festa da loro organizzata presso la casa occupata di via Morigi a Milano.

l preteso corpo, 1976, ready-made, 16mm, b/n, muto, 19’. Ready made costituito da due film prodotti dall’industria farmaceutica Roche negli anni Trenta in cui con sadica freddezza si mostrano gli effetti di un farmaco.

Manicomio-Lia, 1977, video ½ pollice, b/n, sonoro, 26’ . L'intervento di una studentessa allo "sconvegno" alla Fabbrica della Comunicazione di Brera, opposto al convegno di psicanalisi organizzato da Armando Vermiglione.

Non ci sono spini senza rose, parte della trasmissione Come mai, del 5 febbraio 1978 16mm, colore, sonoro, autore: Guido Blumir, A. Grifi, interpreti: Giordano Falzoni e Fabio Garriba, produzione: RAI. Sezione della trasmissione Come mai dedicato all’alcol e all’alcolismo con un occhio all’ipocrisia di stato in fatto di proibizionismo.

Michele alla ricerca della felicità, 1978, 16mm, colore, sonoro, 23’, sceneggiatura: Guido Blumir, A. Grifi; fotografia e montaggio: A. Grifi, interpreti: Michele, Raffaele, Pino, Pinone, Paolo, Bruno, il Bonzo, produzione: RAI. Michele, un prigioniero politico, viene trasferito in una cella con Raffaele, un comune. Quando arriva Giulio un tossicodipendente in crisi di astinenza, Michele richiede insistentemente l’intervento di un dottore. In risposta, l’indomani viene prelevato da alcuni secondini e picchiato selvaggiamente. I committenti della Rai si aspettavano un film sulla delinquenza giovanile e si trovarono davanti un lavoro sulla violenza carceraria. Il film venne censurato.

Dinni e la normalina ovvero la videopoliziapsichiatrica contro i sedicenti gruppi di follia militante, 1978, 16mm, b/n e colore, sonoro, 27’, sceneggiatura: Guido Blumir, A. Grifi;  fotografia e montaggio: A. Grifi; interpreti: Dinni, Giordano Falzoni; produzione: RAI. Racconto fantapolitico dove lo stato rende i cittadini dei lavoratori modello attraverso una droga, la normalina, ma con esiti inaspettati... Tra sogno e realtà nell’Italia del ‘78.Censurato dalla Rai.

Manicomio-Arturo Conte, 1984, vhs, colore, sonoro, 37’, con Arturo Conte, Maurizio Bonicatti. Incontro con Arturo Conte, direttore dell’ospedale psichiatrico de L’Aquila.

Filming Man Ray, 1971/1990, 16mm e video, b/n e colore, sonoro, 27’, coregia di Agnese e Gianfranco Baruchello.  Una visita nello studio di Man Ray.

Thomas Harlan al Forte Prenestino, 1992, H8, colore, sonoro, 3h (non montato). Thomas Harlan incontra il giovane pubblico del Forte Prenestino, centro sociale romano.

Paperina si riguarda, 1993, H8, colore, sonoro, 59’ con Stefania Maggio. Stefania Maggio, detta Paperina, rivede dopo 15 anni le immagini del Festival del proletariato giovanile al Parco Lambro, che l’ha vista protagonista insieme a decine di migliaia di giovani nel 1976.

La prima volta che Zavattini provò ad usare un videotape, 1974-93 ½ pollice e Hi8, b/n e colore, sonoro, 83’ (versione breve 59’), coregia Massimo Sarchielli (per il video del 1974) e Paola Pannicelli, con Francesco Ventura, Karina Bouchet. Alberto Grifi e Massimo Sarchielli mostrano un videoregistratore a Cesare Zavattini, che per la prima volta prende in mano la camera per riprendere i suoi ospiti. A causa di un errore tecnico, il nastro con le riprese di Zavattini ha mantenuto il suono ma non le immagini. Nel 1993 mentre Grifi sta lavorando al suo progetto di restauro dei video degli anni ‘70 ritorna a queste registrazioni di Zavattini e a alle sue parole.

Leoncavallo, i giorni dello sgombero, 1994, H8, colore, sonoro, 65’, coregia di Paola Pannicelli, Angela Buffone, il Collettivo Video del Leoncavallo, distribuito in VHS dalla Manifesto Libri,  Documento sulla resistenza dei militanti del Leoncavallo allo sgombero.

Addo’ sta Rossellini, 1996, H8 trasferito su Betacam, colore, sonoro, 97’, coregia Michele Schiavino, produzione: Lab.2029 –Cinememorie, 1997. Guidati da Alfonsino, lo scugnizzo del terzo episodio di Paisà, Grifi e Schiavino vanno sulle tracce di Rossellini in costiera amalfitana, nei luoghi e tra la gente che ha partecipato ad alcuni dei capolavori del regista.

In viaggio con Patrizia, 1966-97, 16mm (rilavorato) b/n e col., video H8, colore, sonoro, montaggio: Antonio Fatini, Maria Paola Fadda, 30’. Versione postuma a cura dell’Associazione culturale Alberto Grifi, 2007, 50’. Un viaggio attraverso la memoria per ritrovare il corpo e la voce di Patrizia Vicinelli.

A proposito degli effetti speciali, 2001, dv, colore, sonoro, 20’ con Alessandra Vanzi; produzione: A. Grifi e Alessandra Vanzi Film sul tema dell’eredità lasciata al cinema underground dalle avanguardie storiche; con Alessandra Vanzi (La Gaia Scienza) nel ruolo di Miss Ontophilogenesis, Grifi e Man Ray (girato nel suo studio parigino con Gianfranco Baruchello) riflessi in uno specchio deformante. Presentato per la prima volta nel 2001 alla Mostra internazionale del cinema di Venezia, adesso disponibile in un montaggio rimasto inedito fino ad ora, ma recuperato grazie a Alessandra Vanzi dall’Associazione culturale Alberto Grifi.

L'occhio è per così dire l'evoluzione biologia di unalacrima&Autoritratto Auschwitz, 1965-67-2007, 35mm, hi8, dv b/n e colore, 34’31’’, montaggio: Ivan e Lorenzo Grifi, Massimo Zomparelli, letture: Alessandra Vanzi; intervista a Piero Terracina di Benedetta Caldarulo. Scarti di moviola di Il deserto rosso in cui Monica Vitti cerca di piangere, Antonioni e Grifi che si incontrano in un giardino molti anni dopo, un film girato nel campo di concentramento di Auschwitz con la testimonianza di un deportato sopravvissuto, la Palestina di oggi, il carcere nelle parole dello stesso Grifi lette da Alessandra Vanzi e una denuncia anonima del 1969 sulle violenze carcerarie. Questi gli elementi che tratteggiano questo film-saggio, l’ultima operazione cinematografica di Alberto Grifi.

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FRANCESCO BALLO FRANCESCO BALLO FUORI CONCORSO FUORI CONCORSO FUORI FORMATO FUORI FORMATO ALAIN CAVALIER ALAIN CAVALIER
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