EN
FESTIVAL INTERNAZIONALE DI CINEMA DAL 1980
16 NOVEMBRE - 24 NOVEMBRE 2018
PROSPETTIVE
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Italian african rhyzome. A coreography for camera (+voice)

Sabato 9 dicembre

SPAZIO OBERDAN

17.00 - PROSPETTIVE FUORI CONCORSO

alla presenza dell'autrice

 

Italia, 2017
HD, colore
V.O. Inglese 

REGIA 
Martina Melilli 

SCENEGGIATURA
Martina Melilli 

FOTOGRAFIA
Martina Melilli 

SUONO
Martina Melilli 

MONTAGGIO
Martina Melilli 

PRODUTTORE
Martina Melilli 

CONTATTI
martinamelilli@gmail.com 
andreasgobb@gmail.com

Italian african rhyzome. A coreography for camera (+voice)

Struttura diffusiva, reticolare, anziché arborescente, il rizoma si presta a essere considerato in chiave filosofica, oltre che botanica. Il rizoma è un anti-albero, un’anti-radice, un’anti-struttura. La grafia della parola “rizoma” in inglese ha la “y” al posto della “i”, in una connessione ideale alla radice delle parole “rhythm”e “rhyme", ritmo e rima. Sono queste le idee alla base della coreografia che la regista ha disegnato, unendo immagini, voce e testo, prima di effettuare le riprese. La coreografia non definisce solo i movimenti di macchina di questo progetto girato in un unico shot, ma traccia anche rotte migratorie attuali o potenziali (nel presente e nel passato) nel mar Mediterraneo. Mal di mare, sfocamento e confusione sono l’unico esito possibile di questa ricerca che, apparentemente, segue una struttura molto logica senza però condurre ad alcuna risposta chiara, definitiva o a una possibile soluzione

 

Martina Melilli (Piove di Sacco, Padova, 1987) è un'artista visiva che si è formata tra l'Italia e il Belgio. Il suo cortometraggio Il quarto giorno di scuola (2015) ha avuto la prima all’International Rotterdam Film Festival nel 2016, per poi viaggiare in Albania (DocuTIFF), Italia (Lago Film Festival, Milano Film Festival), Argentina (CineMigrante), Messico. È la vincitrice dell’edizione 2017 di Artevisione, progetto a sostegno dei giovani artisti a cura di Sky Academy e Careof. Attualmente sta lavorando al suo documentario My home in Libya, prodotto da Stefilm International, ZDF/ARTE, RAI CINEMA, con il sostegno del MiBACT che l’ha anche riconosciuto di interesse culturale, e per il quale ha ricevuto una borsa di sviluppo dal Premio Solinas.

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