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FESTIVAL INTERNAZIONALE DI CINEMA DAL 1980
15 NOVEMBRE - 24 NOVEMBRE 2019
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A to A – Prospettive sull'avanguardia austriaca

A to A – Prospettive sull'avanguardia austriaca

Viaggio immobile (64 min.)

 

Siegfried A. Fruhauf - Mountain Trip (1999), 4’, 16mm, sonoro, colore, 1:1,37

Una manciata di fotogrammi, registrati dall’interno di un bar veneziano e articolati secondo un principio seriale. Sintesi sublime del metodo di un cineasta, che fa danzare la realtà fra contingenza e matematica.

Kurt Kren - 15/67 TV (1967), 4’, 16mm, silenzioso, b/n, 1:1,37

Un trip nel kitsch alpino: una miriade di cliché cartolineschi sfilano compatti al suono lancinante di una fisarmonica distorta.

 

Thomas Korschil - Sunset Boulevard (1991), 8’, 16mm, silenzioso, b/n, 1:1,37

Analisi strutturale di una strada trafficata: il mito (americano) della libertà motorizzata si avvolge in una giostra ossessiva di solitudini al volante.

 

Günther Selichar - GT Granturismo (2001), 5’, DCP, stereo, colore, 1:1.33

Una soggettiva da videogioco divora la strada: l’ebbrezza di un avanzamento senza attriti si scontra fisicamente con un’inerzia naturale, tramutando il sogno di una serena velocità in uno splatter entomologico.

 

Ella Raidel - Somewhere late Afternoon (2007), 11’, Bluray, stereo, colore, 16:9

Modelli architettonici di grattacieli tipici di Taipei immersi in un paesaggio naturale: una falsa prospettiva seduce lo sguardo e si consolida nella durata, inquadrando un habitat impossibile.

 

Hubert Sielecki - österreich ! (2001), 4’, Beta SP, stereo, colore, V.O.

Nazione e televisione unite nella ridondanza del loro linguaggio: un martellamento sonoro che renderà difficile togliersi l’Austria dalle orecchie.

 

Nikolaus Eckhard - SpaceTimeDog (2010), 6’, 35mm, silenzioso, colore, 1:1.85

Un ironico omaggio agli esperimenti cronofotografici di Muybridge: se al posto di un cavallo ci fosse stato un tarchiato cane da caccia, un Dachsbracke, forse anche il cinema a venire avrebbe assunto un altro passo.

 

Stefan Juster / Der Kleine Kreis - Clairvoyant (2015), 10', DCP, stereo, colore, 16:9

Vicende artificiali di una forma naturale: la nuvola come metafora concreta del polimorfismo digitale.

 

Stefan Zlamal – we don’t (2011), 4’, DCP, mono, colore, 1:1.33

Una corsa a capofitto dentro The Killers di Don Siegel, un algido found footage che sembra un DVD inceppato, che slitta su istanti opachi creando un curioso balbettio musicale.

 

Lukas Marxt - Captive Horizon (2015), 14', DCP, stereo, colore, 16:9

Paesaggi desolati, una prospettiva panoramica che a volte pare collassare in quella di un microscopio. Un drone incontra un fantasma corporeo, una macchia enigmatica che intrappola lo sguardo disincarnato.

 

 

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