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FESTIVAL INTERNAZIONALE DI CINEMA DAL 1980
18 NOVEMBRE - 28 NOVEMBRE 2022
EN
DANIELE INCALCATERRA
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Terre d’Avellaneda

SPAZIO OBERDAN

28 novembre 2015

18.30

 

Francia, 1993

Super16mm, colore, 84 minuti

 

Regia

Daniele Incalcaterra

 

Fotografia

Daniele Incalcaterra

 

Sceneggiatura

Daniele Incalcaterra

Suono

Patrick Genet

 

Montaggio

Claudio Martinez

 

Produzione

Voleur Production – La Sept/Arte – ZDF – INA

 

Terre d’Avellaneda

Nel 1989 il presidente argentino Menem emana un indulto e tutti i membri dei principali gruppi rivoluzionari e gli esponenti della dittatura militare che si sono macchiati di crimini come la tortura e l’assassinio politico vengono scarcerati. Il film racconta quella fase e lo fa partendo da una lunga sequenza ambientata nel cimitero di Avellaneda. Nella fossa comune clandestina dove gli oppositori politici del regime venivano sepolti, un gruppo di ricercatori – l’Equipo Argentino de Antropología Forense – lavora senza sosta, cerca di dare un nome e un’identità ai corpi di tanti desaparecidos, leggendo gli scheletri come fossero libri, identificando ferite, segni, fori di proiettili. Il primo passo per arrivare a incriminare gli aguzzini e ristabilire quella giustizia che la politica ha scelto di non garantire. Karina Manfil ha vent’anni e vuole ritrovare i suoi genitori, militanti peronisti, spariti nel 1976. Sopravvissuta al massacro della famiglia, si apre a un dialogo con gli anatomo-patologi nella speranza di seppellire i suoi morti e tornare così alla vita. Mescolando materiali d’archivio e riprese originali, Incalcaterra fa parlare i protagonisti dell’Argentina post-dittatura, cercando di smascherare chi, come l’ex generale Albano Eduardo Harguindeguy, si cela dietro l’ipocrisia di chi ha ucciso e seminato il terrore limitandosi a «eseguire gli ordini superiori».

 

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