Cookie Consent by Privacy Policies Generator website FilmMakerFest - TOWARDS JERUSALEM
FESTIVAL INTERNAZIONALE DI CINEMA DAL 1980
17 NOVEMBRE - 27 NOVEMBRE 2023
EN
RETROSPETTIVA RUTH BECKERMANN
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TOWARDS JERUSALEM
sabato 26 novembre

CINETECA MILANO ARLECCHINO
ore 14.30


Austria, 1991
16mm, colore, 85'
V.O. Tedesco, Ebraico, Inglese, Francese, Arabo
 
REGIA
Ruth Beckermann
 
SCENEGGIATURA
Ruth Beckermann
 
FOTOGRAFIA
Nurith Aviv, Claire Bailly du Bois
 
MONTAGGIO
Gertraud Luschützky
 
SUONO
Jochai Mosche, Othmar Schmiderer
 
NARRATORE
Niki Kunz
 
PRODUZIONE
filmladen Wien
 
PRODUTTORE
Josef Aichholzer
 
CONTATTI
sekretariat@ruthbeckermann.com
 
TOWARDS JERUSALEM
Entrare in un mondo, disposti alla sorpresa, a non sapere cosa si stia filmando, a intercettare più realtà sfuggite all'attenzione di altri. Fare a meno di una guida e aprirsi all'imprevisto. Viaggiare in Israele verso Gerusalemme, per Ruth Beckermann, non significa ignorare quello che i media mostrano quotidianamente, ieri (all'epoca del film) come oggi (quando alcune immagini sono drammaticamente le stesse del passato). La regista in questo road-movie, fermata dopo fermata, inverte i piani, cerca paesaggi, umanità, storie e tiene sullo sfondo la guerra. Rendendo, per questo, ancor più inquietante il conflitto. Non ci sono pietre e pallottole, razzi e autobombe, ma se ne percepiscono gli effetti sonori e visivi. Le donne, gli uomini, i bambini, i lavoratori, i migranti parlano, si mostrano prima o dopo i lutti. Da lontano si ode un rumore, si intravede il fumo di un'esplosione.
Questa visione corrisponde a quella che ebbero i fondatori di Israele? Il loro sogno si è mai realizzato? O nel corso del tempo, dietro la speranza di costruire una società inedita, ha preso il sopravvento l'incubo di un interminabile scontro cruento che ha dato morte anziché vita, soprusi al posto di giustizia, diseguaglianze più che equità?
«A ispirare questo film è stato un ricordo d'infanzia, un salvadanaio blu e bianco ricevuto da un'organizzazione sionista. Una volta alla settimana vi mettevo quel che rimaneva della mia paghetta, un contributo allo sviluppo – acquisto di terreni, alberi, ecc. – della mia Israele. Era arrivato il momento di andare a vedere cosa ne avessero fatto della mia paghetta», racconta Beckermann, trasformando Nach Jerusalem nel racconto di una favola con una fanciulla che per ritrovare la strada di casa segue la traccia delle sue monetine. E all'inizio il documentario ha un inaspettato tono effimero, una festa e un concerto. È il paese delle meraviglie? Quello che la bimba aiutava a costruire con parte della sua paghetta?
Poi si passa ai vicoli, alle stazioni di benzina, ai mercatini, alle edicole, agli incroci popolati da macchine e pedoni, a zone più isolate e a quartieri dove proliferano negozi di ogni tipo, insomma al caos di un mondo simile a un teatro dal quale alcuni attori, distratti dalla videocamera, prendono congedo per un attimo concedendosi a un improvvisato backstage.
Nonostante molte cose siano accadute e numerose azioni criminali abbiano provocato lo scorrere di tanto sangue, nel percorso di Beckermann è ancora possibile immaginare un esito diverso da quello noto. Ci si può attendere una scelta saggia, un cambio di rotta, cioè una storia speculare a quel desiderio originario di vivere in una terra «senza miseria, senza vergogna, con persone simili ad altre persone», mettendo da parte «la paura dei soldati e del prossimo». Purtroppo, non è altro che una aleatoria disposizione d'animo verso un passato che appare migliore del presente. In ogni caso, vedere Nach Jerusalem a trent'anni di distanza dà la sensazione di aver compiuto un viaggio nel tempo. I fatti, però, non si possono cambiare, a ricordarlo è anche l'incedere dolente della Sérénade mélancolique di Ciaikovski.
In un paradossale cortocircuito, gli spettatori di oggi incrociano per un istante gli automobilisti di ieri che viaggiano nella nebbia verso Gerusalemme e che non sanno ancora se un baratro si aprirà dinanzi a loro. (Mazzino Montinari)
 
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