Cookie Consent by Privacy Policies Generator website FilmMakerFest - WHEN THERE IS NO MUSIC TO WRITE, AND OTHER ROMAN STORIES di Éric Baudelaire
FESTIVAL INTERNAZIONALE DI CINEMA DAL 1980
18 NOVEMBRE - 28 NOVEMBRE 2022
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WHEN THERE IS NO MUSIC TO WRITE, AND OTHER ROMAN STORIES di Éric Baudelaire
lunedì  21 novembre

CINETECA MILANO ARLECCHINO

ore 21.30
alla presenza dell'autore



Francia, Italia, 2022 
Super 8 e materiale d’archivio, colore, 59' 
V.O. Inglese, Italiano

REGIA 
Éric Baudelaire

FOTOGRAFIA 
Éric Baudelaire 
 
MONTAGGIO
Claire Atherton

MUSICA ORIGINALE 
Alvin Curran,
Musica Elettronica Viva

PRODUZIONE
Poulet Malassis Films

PRODUTTORE
Éric Baudelaire
 
CONTATTI
info@pouletmalassis.com
WHEN THERE IS NO MUSIC TO WRITE, AND OTHER ROMAN STORIES di Éric Baudelaire
Roma, gli anni Settanta, l'eco delle strade, delle piazze risuona di voci, passi, corse, canti, politica, lotte di chi ancora sogna e vuole immaginare ogni giorno una società e un futuro diversi. Ma non mancano i colpi secchi delle armi come quando le Brigate Rosse rapiscono Aldo Moro segnando una cesura profondissima in quel tempo e nelle sue utopie. Poi tutto sarà diverso, e niente sembrerà possibile. Lì, in una città non ancora cartolina si erano incontrati nel decennio precedente anche alcuni giovani musicisti, arrivati in Europa per lo più dall'America cercando uno spazio alla propria idea di musica, che era anch'essa un'utopia, e che voleva stravolgere le regole di chi li aveva preceduti. Tra loro c'è Alvin Curran, musicista, compositore, tra i fondatori di Musica Elettronica Viva, figura centrale nella musica contemporanea.
È sua la voce narrante del film e la memoria che ne intreccia i fili attraverso una storia piena di desideri, energie, improvvisazione della vita ma anche conflitti e violenza. Quei musicisti che seguivano un principio collettivo, orizzontale, senza direttore d'orchestra e senza spartiti, in una relazione di scambio col pubblico racchiudono il sentimento del tempo, di una rivoluzione cercata nelle crepe di ogni istante del quotidiano. Baudelaire mescola il racconto di Curran a altri frammenti, altre “storie romane”: le immagini di Annabella Miscuglio, cineasta, femminista, narratrice anche lei del tempo; la vicenda del fioraio che aveva il banco dove rapirono Moro. E seguendo la “traccia” della sonorità di Curran, compone attraverso la ricerca artistica la narrazione di un'epoca contraddittoria e vitale. (Cristina Piccino)
 
Éric Baudelaire (Salt Lake City, 1973) è regista e artista. Dopo gli studi in Scienze Politiche inizia una ricerca che utilizza diversi mezzi, fotografia, stampa, performance, installazioni. Nel 2011 realizza L'Anabase de May et Fusako Shigenobu, Masao Adachi et 27 anées sans images, a cui seguono The Ugly One (2013); Lettres à Max (2014); Also Known As Jihadi (2017). Un film dramatique (2019) ha preso parte al concorso internazionale di Filmmaker.
Un Fleur à la Bouche (2022), rilettura del testo di Pirandello, è stato presentato al Forum alla Berlinale. I suoi film sono stati invitati e premiati in numerosi festival internazionali, da Locarno a Toronto, Rotterdam, New York. Le sue personali sono state ospitate al Witte de With, a Rotterdam, al Fridericianum a Kassel, al Berkeley Art Museum, a Bétonsalon, a Parigi, e nell’autunno 2017 al Centre Pompidou. I suoi lavori sono, inoltre, esposti nelle collezioni del Museo Reina Sofia a Madrid, del Macba a Barcellona, del MoMA e del Whitney Museum a New York.
 
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