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FESTIVAL INTERNAZIONALE DI CINEMA DAL 1980
12 NOVEMBRE - 21 NOVEMBRE 2021
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IL BUCO - VISIONI ESPANSE di Michelangelo Frammartino

 
CINEMA BELTRADE
ore 21.30
 
Italia 2021,
4K, colore, 93’
v.o. Italiano

REGIA:
Michelangelo Frammartino
 
SCENEGGIATURA:
Giovanna Giuliani,
Michelangelo Frammartino,
 
FOTOGRAFIA:
Renato Berta
 
SUONO:
Simone Paolo Olivero
 
MONTAGGIO:
Benni Atria
 
PRODUTTORI:
Marco Serecchia,
Michelangelo Frammartino,
Philippe Bober
 
PRODUZIONE:
Doppio Nodo Double Bind con Rai Cinema 
 
CONTATTI:
www.luckyred.it
 
IL BUCO - VISIONI ESPANSE di Michelangelo Frammartino
Nel 1961 i ragazzi del Gruppo Speleologico Piemontese arrivarono fino in Calabria, nell’altopiano del Pollino rivelando una grotta ancora inesplorata: l’Abisso del Bifurto. Si trattava allora di un’impresa epocale, considerata la profondità della cavità – oltre 680 metri – e la scarsa conoscenza del territorio calabrese. Erano anche gli anni delle spedizioni antropologiche di Ernesto De Martino, in un clima culturale di riscoperta del meridione da parte del resto d’Italia nel quale emergevano i molti contrasti del nostro Paese. Ad aprire il film è la Milano dei grattacieli, con il Pirellone e il suo vertiginoso sviluppo in altezza, contraltare della crescita in profondità della grotta, che mostra anche lo scontro tra due diverse temporalità: da un lato la rapida modifica del paesaggio operata dall’industrializzazione, dall’altro il lento scavare della natura. 
Per ricostruire quella scoperta, il regista e alcuni giovani speleologi hanno dovuto intraprendere un’impresa essi stessi, calandosi con la macchina da presa in questo luogo misterioso dove il tempo scorre diversamente, dove la scarsa visibilità rende più acuti altri sensi, dove l’eterna spinta alla scoperta porta l’essere umano in territori sconosciuti, non solo geograficamente ma anche per il nostro concetto di mondo e di esistenza.

Insieme al film, in occasione di Filmmaker, Michelangelo Frammartino presenta una serie di materiali inediti dal girato, le riprese dei sopralluoghi, e alcuni segni di lontane ispirazioni che ne sono stati l'origine. Una sorta di laboratorio dell'artista, nella cui esplorazione Frammartino è accompagnato da Luca Mosso, che ci fa calare nel fuori campo di uno dei film rivelazione della stagione, ancora tutto da scoprire.
 
Michelangelo Frammartino (Milano, 1968) nel 1991 si iscrive alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, contesto in cui matura l’interesse per la relazione fra gli spazi concreti e costruiti dell’abitare e la presenza dell’immagine, sia essa fotografica, cinematografica o video. Continua ad approfondire la dimensione del visivo alla Civica Scuola del Cinema di Milano, a cui viene ammesso nel 1994, scoprendo in questi anni un ambito di ricerca particolarmente ricco: il campo delle videoinstallazioni, soprattutto nella versione sperimentata da Studio Azzurro. 
Negli anni di formazione alterna lavori più orientati al cinema (una serie di cortometraggi autoprodotti), a altri che si rivolgono alle arti visive (scenografie per film, videoclip e film indipendenti, videoinstallazioni). Nel 2003, Il Dono, il suo primo lungometraggio in 16mm, viene presentato al Festival Internazionale del Cinema di Locarno. 
Nel 2010, Le Quattro volte è selezionato alla Quinzaine des Realizateurs del Festival di Cannes, vincendo l’Europe Cinemas Label. L'installazione Alberi inaugura l'edizione 2013 di Filmmaker, al Cinema Manzoni. Con Il buco vince il Premio speciale della giuria alla Mostra del Cinema di Venezia 2021.
 
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