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FESTIVAL INTERNAZIONALE DI CINEMA DAL 1980
12 NOVEMBRE - 21 NOVEMBRE 2021
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PROSSIMAMENTE FRANCO MARESCO

domenica 21 novembre

CINEMA BELTRADE
ore 19.30

PROSSIMAMENTE FRANCO MARESCO
Un programma speciale dedicato a un filmmaker unico nel panorama del cinema contemporaneo. Franco Maresco presenta in anteprima alcuni frammenti dai due film a cui sta lavorando e che dovrebbero essere pronti nel 2022. Due lavori molto diversi, come racconta il regista stesso: uno dedicato al jazz e al musicista Joe Lovano, l’altro che ha come spunto di partenza la lunga amicizia tra Maresco e Goffredo Fofi. Come sempre nel cinema di Franco le storie dei due protagonisti si intrecciano e portano avanti le sue tematiche e la sua visione cinica e nera. La proiezione di questi frammenti e l’incontro con l’autore saranno anche l’occasione per chiedere a Maresco come sta vivendo e cosa vede scaturire da questo presente di mutazione.
 
"Non so dire, sinceramente, che cos'è questo film dedicato al mio amico e maestro Goffredo Fofi. Posso solo dire che forse di tutti i miei film è il più disperato, il più pessimista, il più crudele, il più masochista, il più personale. La cosa assurda è che tutto questo Goffredo non lo sa. Non sa che raccontando i suoi anni giovanili in Sicilia, a Palermo, accanto a Danilo Dolci nelle battaglie per gli ultimi, per i più poveri, nelle marce contro la mafia e nelle marce per la pace, io alla fine voglio portare, quasi sadicamente, lo spettatore a sentirsi come un condannato a morte davanti al suo boia. Lo so che detta così a nessuno verrà voglia di vederlo questo film, posso però garantire che ogni tanto si ride e che si apprendono tante cose che forse non tutti sanno. Per esempio sulle stragi del '92 e del '93. Dice: ma che c'entra Goffredo Fofi con tutto questo? Qui sta, forse, l'originalità di questo mio lavoro".
"Nel 2017, mentre cominciavo le riprese del mio film La mafia non è più quella di una volta, invitavo il magnifico sassofonista tenore Joe Lovano a suonare a Palermo per ricordare John Coltrane a cinquant'anni dalla morte. L'idea era quella di mettere insieme il jazz di Coltrane e le origini siciliane di Lovano, due cose solo apparentemente distanti tra di loro. I pochi spettatori che da tempo mi seguono sanno bene, infatti, quanto sia stato determinante il ruolo dei miei conterranei per la nascita e l'evoluzione del jazz, da Nick La Rocca a Pete Rugolo Jimmy Giuffre e Tony Scott, passando per Louis Prima Frank Sinatra e una infinità di altri nomi che ascolto e amo da una vita. A me sembra che alla fine sia venuto fuori un buon documentario, un onesto film di divulgazione fatto alla mia maniera (nemmeno tanto, per la verità...), dove la musica e la vita si incontrano sotto il segno della passione ma anche della malinconia, della nostalgia di quella mitica e mitizzata età del jazz che Joe ha fatto in tempo, da giovane, a toccare con mano avendo suonato, negli anni Settanta, con alcuni dei suoi ultimi eroi ancora in circolazione in un'America in piena crisi di identità." Maresco “improvviserà” insieme a Fulvio Baglivi.

Franco Maresco (Palermo, 1958) giovanissimo comincia a lavorare come vignettista satirico e autore di trasmissioni radiofoniche. Nel 1980 è uno degli organizzatori del cineclub Nuovo Brancaccio, attivo in una delle zone a più alta densità mafiosa della città. Nel 1986 incontra Daniele Ciprì e, dopo le prime sperimentazioni video apparse sull’emittente palermitana TVM, nel 1989 creano CINICO TV, uno dei programmi più rivoluzionari e dissacranti nella storia della televisione italiana. Negli anni Novanta la coppia realizza due lungometraggi che, per la loro carica innovativa e la feroce visione del mondo, restano ancora oggi un’esperienza unica nel panorama del cinema contemporaneo italiano: Lo zio di Brooklyn (1995) e Totò che visse due volte (1998). Seguono Il ritorno di Cagliostro (2003) e il documentario Come inguaiammo il cinema italiano, la vera storia di Franco e Ciccio (2005), entrambi presentati alla Mostra del cinema di Venezia. Maresco esordisce poi in solitaria nel 2010 con Io sono Tony Scott. Ovvero, come l’Italia fece fuori il più grande clarinettista del jazz, presentato al Festival del cinema di Locarno. Nel 2014 mette in scena, per il teatro Stabile Biondo di Palermo, Lucio, scritto dall’amico di una vita Franco Scaldati, scomparso l’anno precedente. Alla vita e all’opera del drammaturgo è dedicato anche il documentario Gli uomini di questa città io non li conosco (2015). Nel 2014 il film Belluscone. Una storia siciliana si aggiudica il Premio Orizzonti alla Mostra del cinema di Venezia, dove, nel 2019, La mafia non è più quella di una volta vince il Premio speciale della giuria.
 
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