EN
FESTIVAL INTERNAZIONALE DI CINEMA DAL 1980
12 NOVEMBRE - 21 NOVEMBRE 2021
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GARAGE, DES MOTEURS ET DES HOMMES di Claire Simon

 
CINEMA BELTRADE
ore 21.00
 
prima italiana
 
Francia, 2021
HD, Colore, 71’
v.o. Francese
 
REGIA:
Claire Simon
 
FOTOGRAFIA:
Claire Simon
 
MONTAGGIO:
Luc Forveille
 
SUONO:
Frédéric Buy
 
MUSICA:
Nicolas Repac
 
PRODUZIONE:
Petit à petit production
 
CONTATTI:
info@petitapetitproduction.com
GARAGE, DES MOTEURS ET DES HOMMES di Claire Simon
Lo spopolamento di un villaggio rurale della Francia del sud ci viene restituito attraverso lo sguardo partecipe della regista che proprio lì, a Claviers, è cresciuta. Il vuoto e la malinconia legati al fenomeno inarrestabile e al cambiamento dei paradigmi vengono però compensati da un luogo pieno di vita: il garage, ovvero l’officina meccanica. 
In quello stretto spazio, pieno di arnesi e veicoli, scorrono davanti ai nostri occhi svariate dinamiche relazionali: la trasmissione di competenze, il racconto dei propri guai, il rapporto di coppia. La quotidianità lavorativa di Christophe, il proprietario dell’officina, si mescola al contributo che ogni avventore consegna alla macchina da presa. Naturalmente il garage non è un ambiente neutro: è un luogo dove la virilità è un valore e dove le donne sembrano sempre un po’ fuori posto, è il depositato di una mentalità e di un modo di vivere. C’è però il tentativo di «aggiustare le cose» ed è forse questo atteggiamento positivo, quello di lanciarsi ogni volta in una sfida con il non-umano, a determinare la tonalità emotiva del luogo.
Le macchine infatti sono lì, ed è intorno alle loro esigenze misteriose che il paese si trova a convegno e sono sempre loro a dare un’opportunità di vita dignitosa a Romaric, il ragazzo apprendista che rischiava di perdersi. La sua relazione con Christophe è uno spaccato di vita che richiama atavici percorsi di formazione ma rappresenta anche un segno, una possibilità per il futuro del villaggio provenzale.

Claire Simon è nata in Gran Bretagna e ha trascorso gran parte della sua infanzia nel Var, in Provenza. Studentessa di etnologia, arabo e berbero, si è avvicinata al montaggio grazie alla Cinémathèque d'Alger. Si confronta da autodidatta col cortometraggio a partire dagli anni '70, per poi orientarsi, attraverso la frequentazione degli Ateliers Varan, verso il cinema diretto con l'intento di «far sfumare il confine fra documentario e finzione». La regista si è affermata nel mondo del documentario grazie a Coûte que coûte (1996) mentre l’anno successivo dirige il suo primo lungometraggio di finzione, Sinon, oui, presentato a Cannes nell'ambito di Cinémas en France. Nel 2008 realizza Le bureaux de Dieu (con Nathalie Baye, Nicole Garcia, Isabelle Carré, Michel Boujenah) che ottiene il Grand Prix della SACD alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes, lo stesso anno Filmmaker le dedica una retrospettiva. 
Le concours (2016) presentato in concorso a Filmmaker, ha vinto  il Leone d'Oro Venezia Classici per il Miglior Documentario sul Cinema.
 

 

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