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FESTIVAL INTERNAZIONALE DI CINEMA DAL 1980
27 NOVEMBRE - 6 DICEMBRE 2020
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ZONA/

prima mondiale
 
Italia, 2020, 
Full HD, Ultra HD, 4K, colore, 85'
v.o. Italiano
 
REGIA:
Andrea Caccia, 
con gli studenti del corso audiovisivo dell'istituto Rosa Luxemburg
 
FOTOGRAFIA:
Andrea Caccia, 
Massimo Schiavon,
con gli studenti del corso audiovisivo dell'istituto Rosa Luxemburg
 
MONTAGGIO:
Andrea Caccia
con gli studenti del corso audiovisivo dell'istituto Rosa Luxemburg
 
PRODUZIONE:
Istituto di istruzione superiore Galilei/Luxemburg 
con Bando Visioni fuori luogo del MIUR
 
CONTATTI:
andrea68caccia@gmail.com

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ZONA/
Milano. Periferia ovest. In una delle nove zone in cui è suddivisa la città, nella numero 7, gli studenti dell'Istituto professionale Rosa Luxemburg, nel quartiere Olmi a Baggio, si interrogano sul significato della vita in periferia. E lo fanno utilizzando gli smartphone con cui filmano le proprie giornate per cercare un legame comune tra le loro esistenze. Il progetto però fatica a prendere forma, ogni testimonianza porta il racconto verso una direzione inedita, che rifugge le strutture narrative lineari, per condurci verso una sorta di arcipelago. Dove desideri di emancipazione, di normalità e famiglia, lasciano spazio a giornate vuote e nottate spese a ballare, tra assurde letture di Brecht, palestre di pugilato e polpette della nonna. Pesca e McDonald, karaoke e noia. Ognuno sulla propria isola, in attesa di scorgere all’orizzonte l’isola che non c’è.
“Periferia, un tema, una parola, un’idea, ma soprattutto un pregiudizio. Questo è il comune sentire di chi è nato e cresciuto in un quartiere periferico e che, con questo progetto, abbiamo cercato di decostruire”.
 
Andrea Caccia (Novara,1968) dopo gli studi di pittura e regia si dedica al documentario creativo sperimentando varie tecniche di messinscena, ripresa e montaggio, e all'insegnamento del linguaggio visivo come principale strumento di analisi della realtà. Realizza diversi lavori, molto diversi tra loro, che attraversano i generi cinematografici in una ricerca molto personale. Ognuno dei suoi film come ogni esperienza con cui si confronta – l’adolescenza, il lavoro, la morte, la natura – esige la ricerca di un tempo specifico ed implica sempre un ripensamento del dispositivo cinematografico come tale. Tra i titoli della sua filmografia ricordiamo L’estate vola (2001) Sulle tracce del gatto (co-regia con Vittorio Moroni, 2003); Hospice (2009); Vedozero (2010); La vita al tempo della morte (2010); Mi piace quello alto con le stampelle (2011); Vedozero² (2016) presentato a Filmmaker, dove torna nel 2019 con Tutto l'oro che c'è.
 
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