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FESTIVAL INTERNAZIONALE DI CINEMA DAL 1980
27 NOVEMBRE - 6 DICEMBRE 2020
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OMAGGIO A ANTOINETTE ZWIRCHMAYR

OMAGGIO A ANTOINETTE ZWIRCHMAYR
Frammenti irradiati di luce e scolpiti dal tempo, come materia organica incastonata in una goccia d'ambra, sono i corpi di cui Antoinette Zwirchmayr (Salisburgo, 1989) popola la sua personalissima mitologia. La sua messa in scena sembra spesso coniugare due forme tradizionali di rappresentazione come la natura morta e il tableau vivant, ma riformulando la dialettica tra vivente e non vivente che gioca in entrambi questi generi: esaltando la prospettiva non antropomorfa della macchina cinematografica, il suo sguardo assume senza discrimini o gerarchie il corpo umano, gli oggetti e il paesaggio. Questo gioco sottile tra concretezza e allusione non si limita allo squisito formalismo della composizione, ma si traduce anche in un'attenta modulazione della narrazione in quello che è il suo progetto di più largo respiro, la trilogia Woran ich mich erinnere, dove la sua romanzesca storia famigliare è presentata in un teatro della memoria il cui allestimento polifonico è la progressiva costruzione di un’identità. (Tommaso Isabella)
 
Antoinette Zwirchmayr (Salisburgo, 1989). Ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Vienna. I suoi lavori sono stati presentati in numerosi festival tra cui: Berlinale, Toronto International Film Festival, Internationale Oberhausen Kurzfilmtage, IndieLisboa, Media City Film Festival, New Horizons Film Festival (Breslavia), CPH:DOX (Copenhagen), Ann Arbor Film Festival, FID Marseille. Ha ricevuto vari premi e riconoscimenti tra cui: Outstanding Artist Award (BKA 2020), STARTstipendium für Filmkunst (BKA, 2017), Jahresstipendium für Fotografie (Land Salzburg Kultur, 2017), Simon S. Filmnachwuchspreis (2016), Kodak Cinematic Vision Award (Ann Arbor Film Festival, 2016), Diagonale Preis für innovativen Film (2016), Jahresstipendium für Film (Land Salzburg Kultur, 2014), Diagonale Preis für den besten Kurzdokumentarfilm (2014), Förderpreis (Salzburger Kunstverein, 2014), Birgit-Jürgenssen-Preis (2013).
 
 
HAUS UND ALL / HOUSE AND UNIVERSE
Austria, 2014
16mm, colore, 4'
muto
 
Il film inizia come un respiro, come il respiro della vita, con l'irradiarsi di fragili ciuffi di fiori desertici che, tramite aperture e chiusure del diaframma, illustra lo scorrere del tempo e la posizione della luce essenziale per le riprese. Lo sguardo limpido e concentrato della regista rivela l'essenza di un paesaggio spogliato fino alla nuda pelle, in cui il corpo femminile, silenzioso, con la sua forma e la sua bellezza frammentaria, solleva interrogativi sulla solitudine, la vulnerabilità e la scomparsa. Penetrata e saturata dalla luce e dal colore caldo della terra e del sole, vive e respira la pelle-pellicola, due termini indissolubilmente legati.
 
REGIA: Antoinette Zwirchmayr
FOTOGRAFIA: Antoinette Zwirchmayr
MONTAGGIO: Antoinette Zwirchmayr
PRODUTTORE: Antoinette Zwirchmayr

WORAN ICH MICH ERINNERE / WHAT I REMEMBER
 
1. DER ZUHÄLTER UND SEINE TROPHÄEN / THE PIMP AND HIS TROPHIES
Austria, 2014-2015
35mm, colore, 21'
v.o. Inglese
 
REGIA: Antoinette Zwirchmayr
SCENEGGIATURA: Angelika Reitzer
VOICE OVER: Wolfram Berger, Julia Dossi
FOTOGRAFIA: Rosa John
SUONO: Innenhofstudio
MONTAGGIO: Antoinette Zwirchmayr, Rosa John
PRODUTTORE: Carmen Weingartshofer, Antoinette Zwirchmayr
 
2. JOSEF - TÄTERPROFIL MEINES VATERS / JOSEF - MY FATHERS CRIMINAL RECORD
Austria, 2016
35mm, colore, 19'
v.o. Inglese
 
REGIA: Antoinette Zwirchmayr
TESTO: Angelika Reitzer
CON: Willy Kristen
VOICE OVER: Julia Dossi, Stefan Gorski
FOTOGRAFIA: Leena Koppe 
SUONO: Nils Kirchhof
MONTAGGIO: Antoinette Zwirchmayr, Hannes Böck, Willy Kristen
PRODUTTORE: Carmen Weingartshofer, Antoinette Zwirchmayr
 
3. IM SCHATTEN DER UTOPIE / THE SHADOW OF UTOPIA
Austria, 2017
35mm, colore, 24'
v.o. Inglese
 
REGIA: Antoinette Zwirchmayr
TESTO: Angelika Reitzer
VOICE OVER: Sona Macdonald, Julia Gschnitzer, Madeleine Hogg
FOTOGRAFIA: Antoinette Zwirchmayr
SUONO: Nils Kirchhof
MONTAGGIO: Hannes Böck, Antoinette Zwirchmayr
PRODUTTORE: Klara Pollak, Antoinette Zwirchmayr
 
Una storia di vita così spettacolare e presentata in modo minimale: nessuna scena drammatica, nessuna immagine voyeuristica, ma un sofisticato gioco tra schermo nero (la superficie di proiezione) e nature morte. La prima parte della trilogia, The Pimp and His Trophies, ruota attorno al nonno, un tempo famoso proprietario di un bordello a Salisburgo, alla sua passione per la caccia e alla sua problematica immagine delle donne. Josef – My Fathers Criminal Record racconta in frammenti la storia del padre che, forse desideroso di essere notato da suo padre, rapina una banca all'età di diciassette anni, finisce in prigione e in seguito acquista una miniera di pietre preziose in Brasile. E infine è The Shadow of Utopia, la terza parte, che collega il passato e il presente e tratteggia il Brasile come luogo di nostalgia, luogo di rifugio, ma anche come minaccia per la vita familiare. Ora l'attenzione è sulle donne della famiglia; il film intreccia i loro pensieri, le loro storie e la voce "della bambina che avrei potuto essere", la voce della regista.? Nella trilogia What I Remember Antoinette Zwirchmayr condensa immagini affascinanti e sconcertanti alternate al nero dello schermo, consentendo un'immersione concentrata nelle storie, ma dando spazio anche alle associazioni. Non vediamo le entraîneuse nel bordello, non assistiamo a una rapina in banca, entrambi soggetti già abbastanza esauriti cinematograficamente. Ma vediamo i tableaux vivants di una possibile brigata di caccia del nonno, il padre, simile a un Adone, avvolto in una foglia di banano, donne cinte da teli su una spiaggia rocciosa, in attesa come sirene. Invece della rapina in banca vediamo le imponenti figure alpine delle Perchte, o i fianchi ondeggianti delle donne che ballano il samba – senza ritmi caldi ad accompagnarle. Vediamo nature morte con frutti insolitamente composti in riva al mare, bossoli di fucile disposti come rossetti... un sapiente gioco di confusione: cosa è vissuto, cosa è immaginato? (Wilbirg Brainin-Donnenberg)

JEAN LUC NANCY
Austria, 2018
16mm, colore, 5' 
v.o. Inglese
 
La luna piena nel cielo notturno, un pendolo che oscilla, costellazioni, tre donne viste da dietro, un insieme di cristalli scintillanti, strisce traslucide in movimento, giochi di luce in bianco e nero e a colori. Immagini, prospettive, corpi, spazi, mondi messi in relazione tra loro. O, in altre parole: cinema. Concreto e astratto, sensuale e teorico, pensato e sentito Jean Luc Nancy è l'essenza complessa del cinema: come dispositivo, come medium, come corpo di lavoro, come esperienza estetica e come luogo sensuale di incontro e tenerezza – fugace, commovente, illuminante, toccante. (Michelle Koch)
 
REGIA: Antoinette Zwirchmayr
TESTO: Christian Emmerich
CON: Anja Nowak, Katharina Pling, Rosa Hassfurther
VOICE OVER: Janlyn Williams
FOTOGRAFIA: Leena Koppe, Richard Bayerl, Melisande Seebald, Ernst Dangl (Gmbh)
SUONO: Matthias Peyker
MONTAGGIO: Antoinette Zwirchmayr
PRODUTTORE: Antoinette Zwirchmayr

DIE SEISMISCHE FORM/ THE SEISMIC FORM
Austria, 2020
16mm, colore, 15'
v.o. Inglese, Tedesco, Italiano
 
I movimenti sismici sono il "requiem dell'infrastruttura", ha detto Jean Baudrillard. Le sue riflessioni sul tipo di catastrofe che seppellì Pompei vengono lette da una voce fuori campo. La presenza mortale del Vesuvio conferisce alla città, come sentiamo a un certo punto, “il fascino di un'allucinazione” – una descrizione che potremmo applicare anche al film stesso. Il pericolo latente e lo slittamento dinamico del significato caratterizzano un universo onirico tanto obliquo e insondabile quanto attraente. [...] “Non spieremo più gli astri o il cielo, ma le divinità sotterranee che ci minacciano di uno sprofondamento nel vuoto”. (Carmen Gray)
 
REGIA: Antoinette Zwirchmayr
TESTO: Jean Baudrillard
CON: Johannes Gerhart, Eryca Green
VOICE OVER: Sona Macdonald, Stephen Mathewson, Andreas Pasqualini 
FOTOGRAFIA: Antoinette Zwirchmayr
SUONO: Matthias Peyker
MONTAGGIO: Antoinette Zwirchmayr
PRODUTTORE: Antoinette Zwirchmayr
 
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