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FESTIVAL INTERNAZIONALE DI CINEMA DAL 1980
27 NOVEMBRE - 6 DICEMBRE 2020
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PURPLE SEA

prima italiana
 
Germania 2020
HD, colore, 67'
v.o. Arabo
 
REGIA:
Amel Alzakout
Khaled Abdulwahed
 
SCENEGGIATURA:
Amel Alzakout
Khaled Abdulwahed
 
FOTOGRAFIA:
Amel Alzakout
 
MONTAGGIO:
Philip Scheffner
 
SOUND DESIGN:
Simon Bastian
 
PRODUTTRICI:
Alex Gerbaulet
Ines Meier
 
PRODUZIONE:
pong film, ZDF 
 
CONTATTI:
info@pong-berlin.de 
 
PURPLE SEA
A Istanbul quel giorno il cielo era azzurro, sembrava quasi voler tranquillizzare chi come Amel lo aveva aspettato da mesi. Per lei e per i suoi casuali compagni di viaggio era “il giorno”, quando cioè gli scafisti li avrebbero portati dalla Turchia sull'isola di Lesbo, il loro “passaggio” verso l'Europa. 
Artista, filmmaker, Amel Alzakout aveva provato più volte a chiedere un visa per raggiungere in Germania il suo compagno, Khaled Abdulwahed, che era riuscito a partire grazie a un invito per un progetto di film (al Berlinale Talent, ndr) sulla rivoluzione del loro Paese, la Siria. Ogni richiesta di Amel però era stata respinta, e lei si era convinta di non avere scelta pur sapendo i rischi che correva. Così eccola tra quelle persone, ognuno con le sue speranze, il vestito migliore, la sacca in cui ha cercato di stipare la vita. Amel ha portato di nascosto un iPhone, un Ipad e una telecamera waterproof, vuole filmare il “viaggio”, le immagini saranno la sua memoria. Ma una volta a bordo gli scafisti si dileguano, la barca cede, loro finiscono tra le onde gelide. Amel continua a tenere accesa la telecamera e le sue immagini diventeranno questo film. A scegliere il punto di vista è la macchina, che ci mostra piedi e gambe sospesi sotto l’acqua, in una impressione di calma della superficie che le distacca dal contesto, come se non appartenessero alla cineasta. In contrasto c’è la prima persona di Amel, l’emozione delle parole che narrano i suoi sogni, l’amore per Khaled, i loro progetti insieme, la Siria, il suo dolore. E la rabbia, la paura, i soccorsi che non arrivano mai mentre cercano di resistere, di lottare contro il freddo, la fatica, la morte. Mentre nello spazio narrativo tra la voce e le immagini ognuna di quelle storie diviene esperienza, vissuto, qualcosa che ci riguarda da vicino.

Amel Alzakout (Damasco, 1988) è artista e filmmaker. Studi di giornalismo all'università del Cairo tra il 2010 e il 2013, inizia a lavorare nella ricerca artistica e, nel 2017, partecipa alla video installazione collettiva Trust Us, al teatro Maxim Gorki di Berlino. Tra il 2017 e il 2018 studia arte all'Accademia di Weissensee. Vive a Lipsia, dove lavora all'Accademia di Arti visive (HGB). Nel 2019 realizza insieme a Khaled Abdulwahed la video installazione Stranger's Diaries. Purple Sea è il suo primo film. 
 
Khaled Abdulwahed (Damasco, 1975) è un artista, fotografo e filmmaker. Studi di arte a Damasco e a Nicosia, inizia nel 2002 a esporre le sue opere in Europa. Dal 2011 gira una serie di video d'arte con cui partecipa a molti festival internazionali. Nel 2018 realizza Backyard, la guerra in Siria narrata attraverso l'immagine di un campo di cactus. Vive e lavora a Lipsia.

 

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