EN
FESTIVAL INTERNAZIONALE DI CINEMA DAL 1980
27 NOVEMBRE - 6 DICEMBRE 2020
CONCORSO INTERNAZIONALE
 >
2020 2019 2018 2017

IMPA LA CITTÀ

prima mondiale

Argentina, Italia, 2020
4K, colore, 85'
v.o. Spagnolo

REGIA:
Diego Scarponi

FOTOGRAFIA:
Ramiro Civita

MONTAGGIO:
Lorenzo Martellacci
supervisione di Jacopo Quadri

PRODUTTORE:
Paolo Bosio
Marina Zeising

PRODUZIONE:
Collettivo Don Quixote
Actitud Cine

CONTATTI:
bosio@donquixote.it

GUARDA IL TRAILER

IMPA LA CITTÀ

E un “grande sogno collettivo” Impa, come la definisce uno dei suoi “abitanti”: “la trincea” dove si costruisce un'utopia che già esiste, un modello non solo di produzione ma di società fondato su ideali di giustizia politica e sociale. Occupata nel 1998, Impa è la più antica fabbrica “recuperata” di Buenos Aires, nata negli anni Cinquanta per la produzione di rotoli di alluminio e poi gestita direttamente dai lavoratori. L'intuizione è stata aprire l'immenso spazio della fabbrica non solo ad altre realtà produttive ma a tutti gli aspetti della vita sociale, dalle attività culturali a quelle ricreative, la radio, la stessa educazione. La scuola popolare creata all'interno di Impa – a cui Diego Scarponi dedica il suo Impa la città, e che dopo otto anni di lotte è stata riconosciuta dallo stato argentino – offre delle lezioni a coloro che vengono lasciati indietro nel sistema dell'istruzione tradizionale, che inculca in loro l'idea di non essere in grado di costruirsi il proprio futuro. Una città dentro la città, dalle cui immense stanze non usciamo mai nel corso del film, che testimonia la vita in fermento dentro questo esperimento sociale, sempre in pericolo di venire spazzato via da uno sgombero delle autorità che non riconoscono l'idea di collettività “altra” coltivata al suo interno. Una collettività in cui si riflette anche lo sguardo del regista, che non sceglie un punto di vista definito attraverso cui raccontare la sua unica protagonista, Impa, ma ricalca la moltitudine che la fabbrica occupata accoglie ed esprime.

Diego Scarponi (Savona, 1976) si è laureato in Comunicazione multimediale all'Università di Torino, la sua formazione come filmmaker comincia con il movimento Telestreet, ed esordisce nel 2010 con Working Class Heroes, seguito da Vitosemprevivo (2011). L'età del ferro (2013), prodotto con la società da lui fondata Gargagnàfilm e ambientato nello stabilimento dell'acciaieria Ilva di Savona, viene presentato fuori concorso ai Film Festival di Mantova e Genova. L'anno successivo realizza Memoria fossile, e nel 2015 Alfabeto CamalloNoi eravamo tutto. Shadows of Endurance (2016), girato in Kentucky a partire da America profonda di Alessandro Portelli, è stato selezionato all'International Film Festival di Beirut. Nel 2018 realizza Il viaggio del fiume rubato. Attualmente sta lavorando a due documentari: il lungo Fantasmi a Ferrania (sull'unica fabbrica italiana di pellicola fotosensibile) e il corto Maccaja (sulla strategia della tensione). All'Università di Genova, Scarponi coordina il Laboratorio Audiovisivi Buster Keaton.

 

SEZIONI
 >
2020 2019 2018 2017
FILM DI APERTURA FILM DI APERTURA CONCORSO INTERNAZIONALE CONCORSO INTERNAZIONALE PROSPETTIVE PROSPETTIVE
FUORI CONCORSO FUORI CONCORSO CORRISPONDENZE CORRISPONDENZE TEATRO SCONFINATO TEATRO SCONFINATO
FUORI FORMATO FUORI FORMATO FILMMAKER MODERNS FILMMAKER MODERNS PROSPETTIVE FUORI CONCORSO PROSPETTIVE FUORI CONCORSO