EN
FESTIVAL INTERNAZIONALE DI CINEMA DAL 1980
16 NOVEMBRE - 24 NOVEMBRE 2018
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Premières solitudes

 
SPAZIO OBERDAN
21.00 
alla presenza dell'autrice
In collaborazione con Institut français Milano
 
Francia 2018
HD, colore, 100'
v.o. Francese
 
REGIA:
Claire Simon
 
SCENEGGIATURA:
Claire Simon
 
FOTOGRAFIA:
Claire Simon
 
SUONO:
Clément, Catia, Hugo, Mélodie,
con la collaborazione di Pierre Bompy e Arnaud Martens
 
MONTAGGIO:
Claire Simon, Luc Forveille, Léa Masson
 
PRODUTTORE:
Michel Zana, Sophie Dulac
 
PRODUZIONE:
Sophie Dulac Productions, Carthage Films
 
CONTATTI: kler6mon@gmail.com
 
Prima italiana
Premières solitudes
Il centro gravitazionale è una scuola: il liceo Romain Rolland di Ivry, un sobborgo di Parigi. I protagonisti del documentario di Claire Simon sono gli studenti del penultimo anno, ragazzi e ragazze diciassettenni sul confine tra l'adolescenza e l'ingresso “ufficiale” nell'età adulta. 
Davanti alla telecamera della regista parlano tra loro con una confidenza che sembra quasi inconsapevole della presenza di chi guarda; l'argomento è spesso il rapporto con la famiglia, genitori assenti, lontani, di cui  talvolta  si conserva a mala pena il ricordo. Per quasi tutti questi adolescenti di una periferia proletaria francese si tratta di una relazione complicata, fatta di mancanze e di incomprensioni. 
Malinconico e ottimista al tempo stesso, Premières solitudes mostra i ragazzi in una rete di relazioni reciproche che non hanno ricevuto in eredità ma che hanno imparato a costruire da soli grazie alla quale possono dare e ricevere solidarietà e affetto e, nonostante tutto, guardare con fiducia al futuro, al ripetersi incessante delle stagioni della vita.

Claire Simon (Londra, 1955), è cresciuta nel sud della Francia e ha cominciato la sua carriera nel cinema alla fine degli anni settanta come montatrice e regista di cortometraggi indipendenti. 
Nel 1990 con Les Patients vince il Prix de patrimoine a Cinéma du Reél, dove torna in concorso con Récréations (1993) e Coûte que coûte (1995). Sinon oui (1997), il suo esordio nella finzione, viene presentato alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes come il successivo Ça brûle (2006). 800 km de différence (2001) racconta l'amore a distanza fra la figlia di 15 anni, Manon, e il diciassettenne Greg, mentre  Mimi (2003) - presentato al Forum della Berlinale – nel romanzo di una vita compone un paesaggio geografico ed emozionale tra  Nizza e i suoi dintorni. 
Géographie humaine (2012) traccia un “ritratto” della Gare du Nord di Parigi, da cui prende avvio il lungometraggio Gare du Nord (2013). Nel 2016 con Le Concours vince il premio Venezia Classics al Miglior documentario. Filmmaker Festival le ha dedicato la prima retrospettiva italiana nel 2008.
 
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