Cookie Consent by Privacy Policies Generator website FilmMakerFest - IL PROGRAMMA DI LUNEDì 21
FESTIVAL INTERNAZIONALE DI CINEMA DAL 1980
18 NOVEMBRE - 28 NOVEMBRE 2022
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IL PROGRAMMA DI LUNEDì 21

CINETECA MILANO ARLECCHINO

THE DREAMED ONES di Ruth Beckermann – 19.30

Un'attrice e un attore si incontrano in uno studio di registrazione a Vienna per leggere le lettere di Ingeborg Bachmann e Paul Celan, una corrispondenza quella fra i due scrittori che attraversa il loro legame d'amore intermittente e insieme inesauribile, che li unirà dal primo incontro, quando sono poco più che ventenni, fino alla morte di Celan nel 1971 a Parigi. Nello spazio della parola letteraria – in cui gli interpreti non “pretendono” di essere Bachmann e Celan – l'autrice sperimenta la narrazione di un amore: gli intrecci possibili di un desiderio, la malinconia di una perdita, i tumulti e lo smarrimento, la possibilità di creare uno spazio di incontro in cui riconoscersi.

WHEN THERE IS NO MUSIC TO WRITE, AND OTHER ROMAN STORIES di Éric Baudelaire – 21.30

Roma, gli anni Settanta, l'eco delle strade, delle piazze risuona di voci, passi, corse, canti, politica, lotte di chi ancora sogna e vuole immaginare ogni giorno una società e un futuro diversi. Lì, in una città non ancora cartolina si erano incontrati nel decennio precedente anche alcuni giovani musicisti, arrivati in Europa per lo più dall'America cercando uno spazio alla propria idea di musica. Tra loro c'è Alvin Curran, musicista, compositore, tra i fondatori di Musica Elettronica Viva, figura centrale nella musica contemporanea. È sua la voce narrante del film e la memoria che ne intreccia i fili attraverso una storia piena di desideri, energie, improvvisazione della vita ma anche conflitti e violenza.

 

CINETECA MILANO MIC

RETURN TO VIENNA di Ruth Beckermann – 16.30

Il paesaggio dal finestrino del treno scorre veloce, destinazione Vienna. Le immagini d'archivio ci portano indietro nel tempo a Matzo Island come si chiamava il quartiere ebraico della città dove vivevano dopo la Grande Guerra migliaia di famiglie ebree; tra loro c'era anche quella di Franz West, arrivato lì nel 1924, ancora adolescente, dal Magdeburgo scoprendo all'improvviso una grande comunità dopo il sentimento di esclusione e di sospetto nel quale era cresciuto in quanto ebreo. È la sua voce che ascoltiamo per tutto il film nella narrazione di una vita che contiene in sé la storia del Novecento, e quella dell'Austria tra le due guerre.
 

ARCOBALENO FILM CENTER
PROSPETTIVE 19.30

AMA OSA di Marija Stefanija Linuza

Ama Osa è un film sullo sguardo. Lo sguardo che noi spettatori rivolgiamo verso Nao; lo sguardo che gli utenti di Onlyfans (la piattaforma social nella quale è possibile condividere materiale pornografico) rivolgono verso Nao; lo sguardo di Nao verso questi utenti e verso lo schermo del suo computer. Nao è un’artista che si impegna nel ritagliare ossessivamente immagini di corpi femminili e androgini che trova online e su riviste; che riflette sulla propria sessualità; e che scopre Moana Pozzi, attrice hard degli anni ‘80 e ‘90 considerata uno dei simboli della liberazione sessuale nell’Italia di allora.

DOG BITE, HORSE KICK di Elsa Sohlberg

Qual è l’intervallo tra la parola e l’immagine? In questa domanda si situa il film di Elsa Sohlberg. Una mappatura del corpo attraverso le sue cicatrici - segni dell’attrito degli accadimenti, un’eredità in sé a-significante che viene però giustapposta a dei vocaboli. Questi ultimi costituiscono una serie parallela di tracce che condensa la storia di quelle anomalie dei tessuti. Materia e semiotica. È un esercizio poetico, che eredita l’eco del di quel dolore, anche piccolo, subito un tempo, ma che apre ad una nuova composizione porgendo un senso ulteriore.

HAPPY NEW YEAR, JIM di Andrea Gatopoulos

«Stasera è solo per veri giocatori» dice Jim al suo amico Morten, quando si ritrovano nel mondo virtuale la notte di Capodanno per condividere una sessione di gioco. Quella del 31 dicembre è una serata che spinge tipicamente ad una serie di valutazioni sull’anno trascorso e sulla propria fase di vita, Morten però è in vena di una riflessione più profonda, che si trasforma nella testimonianza di una persona che riesce a riconoscere con sempre più difficoltà il confine tra realtà e finzione.