
Volker Koepp torna ancora una volta dai protagonisti dei suoi film, incontrandoli in Ucraina, in Moldavia o a Berlino. Una riflessione in tempi di crisi, girata tra il 2020 e il 2025 con spunti su guerra, terrore, esilio e poesia.
Il fiume Chronos, antico nome del Memel, attraversa la regione della Sarmazia. Volker Koepp lo segue alla ricerca dei destini delle persone che vivono su queste rive – e nel farlo torna sempre più spesso a coloro che hanno caratterizzato i suoi film precedenti. Ma «Chronos – Il fiume del tempo» è anche il ritratto di una regione in trasformazione. Le riprese sono durate oltre cinque anni. L’invasione russa dell’Ucraina e la pandemia di Covid-19 influenzano l’esperienza tanto quanto il passato sovietico e le cicatrici che l’Olocausto ha lasciato nelle comunità.