EN
FESTIVAL INTERNAZIONALE DI CINEMA DAL 1980
25 NOVEMBRE - 4 DICEMBRE 2016

Piccoli passi

di Luca Mosso

 

Film Festivals: History, Theory, Method, Practice è il titolo, didascalico quanto si vuole, ma chiaro e rispondente al contenuto, di un volume curato per Routledge da un trio di accademici: Marijke de Valck, Brendan Kredell e Skadi Loist, rispettivamente professori a Utrecht, Oakland e Rostock. Si parte dalla storia (Cannes, innanzitutto) per passare alla teoria (con un ottimo contributo sull'idea di festival come luogo di legittimazione culturale), al metodo (che offre la giusta attenzione ai queer festival) e quindi alle pratiche: l'analisi è ampia e articolata, l'ambizione quella di gettare le basi per ricerche ulteriori. E viene finalmente riconosciuta la complessità non solo culturale, ma anche sociale ed economica del lavoro dell'organizzatore di festival. Basta guardare all'industria culturale con approccio modestamente sistemico per capire come la contrapposizione tra cultura e mercato sia qui assolutamente priva di senso. Legittimazione sociale, certificazione della qualità, trasformazione dell'informazione in elemento cruciale della catena del valore sono altrettanti elementi che impediscono di sottovalutare il ruolo dei festival nell'influenzare consumi e identità. Dentro e fuori dal cinema.

Tutto questo non significa che i festival possano sedersi e godere di una rendita di posizione. Se il nostro ruolo è riconosciuto come strategico, dipende dalla capacità di interpretare il cambiamento, dall'abbandono di ogni arroccamento e dall'attitudine al confronto. Per un festival piccolo e combattivo come Filmmaker significa guardare contemporaneamente il cinema e le altre arti, confrontarsi con una realtà globale da almeno due decenni e agire nella città. Quest'anno apriamo con un film che riesce a esprimere il violento spaesamento contemporaneo come Nocturama e chiudiamo con il ritratto di un architetto del periodo fascista, L'amatore. Portiamo a Milano appartati maestri del cinema come Robert Beavers e dive anomale come Valeria Bruni-Tedeschi, organizziamo workshop alla Scuola Civica di Cinema e collaboriamo con il Milano Film Network per sostenere il cinema indipendente migliore nei progetti In Progress e Atelier. Piccoli passi nella direzione giusta.

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